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scelteditempo
...a giocare al futuro con me...
 
 
 
 
           
       

Me





"Forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere d'un fiato
di stendermi sopra il burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare!"

Lorenzo


A little picture to describe my personality:



Already collected countries:


  

  

  

  

   

   

     

    

 



Next projects:

  

  

 

 

So...a passion for the world...




Another passion, languages! This is the symbol of the International
Day of Languages, on September 26th (Giulio's birthday too!!)




One of my favourite american TVseries, Desperate Housewives,
Tom and Lynette represent the couple I would like to build, and
don't say: "Yes, sure, it's a movie!". I believe they are really
close to the everiday life of a married couple, have a look here :-)



Lucie, Elieli and Iris (from the left to the right):



Eli and Noè:





I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che tu venga all'ospedale o in prigione
nei tuoi occhi porti sempre il sole.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
questa fine di maggio, dalle parti d'Antalya,
sono così, le spighe, di primo mattino;

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
quante volte hanno pianto davanti a me
son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi,
nudi e immensi come gli occhi di un bimbo
ma non un giorno ha perso il loro sole;

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che s'illanguidiscono un poco, i tuoi occhi
gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti:
allora saprò far echeggiare il mondo
del mio amore.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
così sono d'autunno i castagneti di Bursa
le foglie dopo la pioggia
e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
verrà giorno, mia rosa, verrà giorno
che gli uomini si guarderanno l'un l'altro
fraternamente
con i tuoi occhi, amor mio,
si guarderanno con i tuoi occhi.


La cosa più fastidiosa quando mandi un messaggio a
una persona
a cui tieni è che dal momento dell'invio
parte il conto dei minuti. Rispondi, rispondi, rispondi.
Non ha risposto. Magari ha il
telefono
spento.
Magari non ha credito. Che faccio chiamo, faccio uno
squillo per vedere se è acceso? E se poi è acceso?
Squillo più chiamata: divento pesante.
Chiamo con anonimo. Solo che se faccio uno squillo
e poi metto giù capisce che sono io che controllo.
Lo capisce? Sì, lo capisce. A volte i minuti non sono
solo minuti, sono reincarnazioni di vite. Nell'
attesa
,
sono già rinata mille volte. Ho percorso tutta la catena
alimentare. Sono stata zanzara, armadillo, elefante





























 
23 luglio 2008

Piccolo fiore 34. Coquelicot.




"Ciao Elisa"
"Ciao!"

Sorrido. Mi guarda e sorride a sua volta. Ma come interrogativo, come a chiedermi il perchè io sorrida in quel modo del suo saluto.

Gli dico: "Il fatto è che ti ricordi il mio nome dal primo giorno che lavoro qui, sono cose che fanno piacere"

Tantopiù che lui lavora in area passeggeri, io in area operativa, per cui non lo vedo spessissimo, eppure mi saluta come se facessi parte da sempre del suo quotidiano.

Mi guarda intenerito da dietro il fumo della sigaretta, sorride e soffia dalle labbra un nuvola argentata che rimane un attimo sospesa, compatta, e poi si disperde veloce nel blu scuro in cui rullano gli aerei, fuori dal mio ufficio...

Dice: "Se me lo ricordo un motivo c'è"

"E sarebbe?!?"

"Sei quella che mi sorride sempre, anche quando le porto un grattacapo enorme, anche quando ho dieci last da accettare, anche quando non capiamo dove siano finiti, nei conteggi, i web che abbiamo cancellato. Sei quella che sorride"

Ride come ride ogni collega che, dal balcone pacifico di una pausa-sigaretta, parla delle situazioni di pressione che ha vissuto fino a poco prima e che tornerà a vivere tra poco. Ma ora è persino bello ricordarle, è tutto diverso visto in quei pochi minuti di pausa, mentre si parla con un collega.

Sono abbastanza stesa, non so che dire. Non me lo aspettavo. Come al solito i cartoni mi vengono in aiuto :-D

"Be...grazie...Comunque anche il Joker sorrideva sempre...E a Gotham la cosa non ha fatto gran bene, dicono :-D"

Ride forte.

La sigaretta è finita e torniamo entrambi in ufficio, da parti opposte dell'aeroporto.

A mezzanotte vado a timbrare. La timbratrice è in area passeggeri anche per noi "operativi" :-)

Entro e lo vedo nel suo ufficio. Timbro l'uscita, gli dico "Una buona notte sorridente, allora"

"A te, musetto!" Mi dice lui "Domani lavori?"

"14-22"

"A domani allora!"

"A domani!"

Ed eccomi lì, come al solito piena di insicurezze, paure, sensi di colpa, pacchi di vario tipo, una donna che è uno di quei "disastri di proporzioni bibliche" che si incontrano di rado (la citazione è di un altro simpaticissimo collega! Ciao!), eccomi che mi avvio alla macchina e mi guardo da fuori e mi vedo col sorriso, anche se la giornata è stata dura e qualche problema c'è stato, anche se ho nostalgia, anche se tanti problemi irrisolti lo sono ancora. Eppure mi sento bene e me la godo, bene per delle semplici parole, dette così, per gentilezza, in una notte di luglio, alla fine di un turno pesante, quando i tailleur stringono e le camicie tirano e il corpo reclama pigiama e la mente il bilancio della giornata.

Mentre cammino, formulo il mio amato bilancio della giornata e questa riflessione, che, come François Lelord, non ho la pretesa di chiamare "lezione" e quindi, come lui, la chiamo "piccolo fiore" (in questo periodo mi sforzo di trovarne uno, tratto dalla giornata che ho vissuto, ogni volta che vado alla macchina, la notte, a fine turno). Questo lo condivido con voi, magari vi è di qualche aiuto.

Piccolo fiore n° 34: "Sia nel bene che nel male, non abbiamo mai la reale portata di come il nostro vivere influisca sul vivere degli altri. Purtroppo non l'abbiamo quando agiamo male, ma per fortuna non l'abbiamo nemmeno quando facciamo del bene. Per cui il bene che facciamo può apparire infimo ai nostri occhi, perchè l'abbiamo fatto senza fatica, come fosse naturale. E passiamo il tempo a roderci il fegato per le cose che non facciamo bene o potremmo fare meglio. Ma poi scopriamo che anche il bene che crediamo "accidentale", "involontario" e quindi "privo di reale merito", influisce, magari moltissimo, sul vivere dell'altro. E che, da ciò, il nostro agire si trasforma, da scontato, in ricco di merito. Il mio collega non sa, non intuisce, non intuirà, la reale portata delle sue parole gentili sullo sguardo che, dopo di esse, porterò sulla mia intera giornata. Allo stesso modo in cui io non avevo la minima consapevolezza di come il mio banale sorridere influisse sulle sue.
Ma, nondimeno, la bellezza accade, anche inconsapevole di se stessa. Ciò è bello, ciò mi piace. Fine".






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19 luglio 2008

Uh uh uh :-D


 






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18 luglio 2008

Zaz è la sigla IATA dell'aeroporto di Saragozza

Anche se con un po' di ritardo, pubblico le foto scattate in giro per l'Aragon.
Non sono una fotografa esperta nè tantomento appassionata, per cui chiedo venia se non vi sembrano particolarmente interessanti. Aggiungo qualche didascalia per cercare di farmi perdonare o di renderle più interessanti.



Pericoli segnalati lungo i tornanti dei Pirenei...



La Aigo che mi ha portata in giro per i Pirenei per un giorno



La gioia di essere libera di scegliere, sul momento, da che parte suona meglio andare  :-D





Adahuesca, paesino fanstasma...Non si sentiva volare una mosca e in giro non c'era anima viva...
Seduta sulla panchina sotto il porticato ho mangiato del pane comprato in un alimentari di quelli di montagna, incontrato qualche chilometro prima di questo angolo di mondo. Uno di quei negozi dove trovi davvero tutto in uno spazio di 5 metri quadri :-D



Una piazzetta di Alquezar a picco sulla Val de Rondellar e sul canyon scavato dal rio Vero, un torrente affluente dell'Alcanadre, che a sua volta si siversa nell'Ebro, il fiume di Saragoza.



La foto che amo di più, questa della pompa di benzina a duecento chilometri dalla città



Alquezar, in cui sono stata il secondo giorno e dove ho fatto anche il bagno!



Saragozza da una riva dell'Ebro. Questa l'ho presa da internet ma dal vero è ancora piu bella.

E intanto si progetta Belgrado per una delle prossime settimane...!!!



...Beograd...




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14 luglio 2008

Cose piccole, cose grandi

Ieri ero al lavoro. Parte del mio lavoro consiste nello stampare delle liste di passeggeri che poi consegno ad un/una collega che si chiama agente di rampa, il quale poi le consegna al comandante insieme al piano di carico.
Verso le dieci di ieri sera, ho gestito un volo per Casablanca e, stampate le liste, sono andata a cercare la mia agente di rampa per consegnargliele. L'ho trovata che scartabellava tra i documenti di un altro volo, l'aria che sembrava un po' abbattuta, forse per un rimprovero, uno dei tanti che fioccano in giornate in cui c'è casino, voli dirottati, i nostri voli...
Mi sono appoggiata al tavolo rotondo dell'operativo, vicino a lei, con la gente che passava intorno, in un turbinio giallo di giacchette ad alta visibilità, messaggi di altri scali letti a voce alta e tanti vetri con fuori tante vite che stanno per decollare, altre che stanno per arrivare. Vite che tornano a casa. O vanno a fare un giro.
Insomma sono lì accanto a lei, le consegno le liste e le faccio un buffetto. Faccio per andare, quando lei mi dice: "Sai trasmettere tanto di quel buon umore...Mi piacerebbe trasmetterti la metà del buon umore che mi dai tu".
"Io?!?" le dico. Eppure in me c'era una festa.
Una piccola festa. Perchè il male che ho fatto resta. Ma ieri ho fatto qualcosa di buono. Cioè, per qualcuno almeno. E per un momento, anche se ero al lavoro, mi sono concessa di sentire con forza. Ma ho dovuto uscire, uscire un attimo e respirare. Probabilmente devo essere sembrata strana. Di solito la gente esce per fumare. Io non fumo e quindi una che esce e si guarda in giro semplicemente, deve sembrare un po' svitata. Ma in fondo lo sono un po'. E non mi dispiace del tutto.

Oggi giorno libero. Se il tempo tiene me ne vo ad arrampicare. Senza corda, Va be, rimarrò sul semplice. Oppure rimango in cima perchè non riesco più a scendere, una delle due :-D



Ieri la radio, in ufficio, continuava a trasmettere quella canzone di Mariah Carey, quella nuova. Parla di quando si fa l'amore. E c'è un pezzo che mi fa sempre venire in mente l'ultima volta che l'ho fatto davvero con sentimento. Sembrano passati trenta secoli...
Avevamo litigato, io gli avevo detto che ero stanca, che non c'era mai gioia, mai risate o spensieratezza. Due ore dopo dovevamo vederci a casa sua. Era venuto ad aprirmi con una parrucca gialla in testa...per dimostrarmi che era capace di farmi ridere. E in effetti ce l'aveva fatta! Avevamo preso a ridere e baciarci e ridere. "Sei davvero un piccolo sole" mi aveva detto. E poi avevamo fatto l'amore lì, così, lui con ancora la parrucca, io con ancora il cappotto...
Dopo, tra le coccole, le carezze, gli avevo detto che quella mi mancava, che non l'avevo ancora mai fatto con un clown. Lui aveva fatto finta di arrabbiarsi e, come al solito, mi aveva fatta morire di solletico per mezzora.




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13 luglio 2008

A volte

- Una mia collega mi ha registrata sul telefonino come "Elisa la dolce".

- Una passeggera tedesca, mentre eravamo entrambe al bancone del bar, durante la mia pausa-cena, mi ha allungato un paio di forbici e, con tutta naturalezza, mi ha chiesto se le tagliavo l'etichetta della maglietta, dietro la schiena, che le dava fastidio.
Adoro quando le persone mandano in frantumi quella barriera di "sconosciuti" e si comportano da esseri umani che spartiscono quel pezzetto di mondo in quella stessa frazione di vita e dimostrano che in ciò stesso risiede la perfetta logicità di una richiesta che il condizionamento culturale ci ha portato a pensare di poter rivolgere solo ad una persona conosciuta: "tagliami l'etichetta sulla schiena, che mi dà fastidio".

- Io e un collega con cui avevo begato duramente la scorsa settimana in un momento in cui eravamo entrambi molto sotto pressione (per via della quantità di voli da gestire), oggi abbiamo sotterrato l'ascia di guerra e oggi sembravamo usciti con 100 e lode da una scuola di buone maniere. Abbiamo persino pianificato un volo cargo "a quattro mani". O, come abbiamo detto al nostro responsabile in turno, quando ci ha chiesto chi di noi due stesse gestendo la Lufthansa Cargo: "Efrem, per questo volo...gestione comunitaria!".

- Oggi, dopo tantissimo tempo, ho deciso che non sono poi così inguardabile e ho messo la gonna di seta che avevo comprato la scorsa estate. E mi sono goduta i commenti dei colleghi :-D

- E poi...quando ho finito di lavorare, a mezzanotte, in cielo c'erano dei fuochi d'artificio.

Mi sono seduta su un piloncino giallo, davanti al varco doganale da cui esco ogni sera. Alla mia sinistra aerei che correvano e si alzavano, spettacolo di cui mai mi stanco, e alla mia destra fuochi d'artificio.

Seduta da sola su quel piloncino giallo, ho pensato che, comunque vada, riuscirò a ritagliarmi il mio pezzetto di gioia nella vita, il mio angolo di meraviglioso. Perchè, anche se mi sento spesso così poco meritevole di gioia e di amore, anche se non posso più considerarmi una bella persona, sono ancora capace di sentire con forza alcune cose. Sono ancora capace di lasciarmi disarmare dalla bellezza accidentale, non soltanto dallo sconforto. E di trovare in questi episodi di bellezza che mi si schiudono davanti, così gratuiti, un senso profondo. Un profondo sentire.
E su questo chiasmo chiudo e vado a nanna che è meglio. :-D



Una brutta persona, e tuttavia ancora caparbiamente sociale e sentimentale. Ancora così strenuamente decisa a tornare una bella persona.







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11 luglio 2008

Elisa sente

Elisa pensa. Elisa pensa? Sì. Elisa pensa.
Elisa sente. Elisa sente? Sì. A quest'ora Elisa pensa e si concede anche di sentire.
Perchè si è accorta che, se vuole diventare grande, a volte sentire, sentire davvero con forza, è un lusso che non può concedersi troppe volte in una giornata.
Non ora se non altro.
Perchè quello che sente le fa anche paura, un po'. E quando cerca di raccontarlo, le parole che pronuncia non le piacciono. E smette. Dice che va tutto bene, tutto appppposto, tutto sotto controllo.
E ride. Perchè a Elisa piace ridere. E stare bene. E conoscere gente. Ed essere gentile. Tutto ciò piace a Elisa e la rende contenta, sinceramente.
Ma ogni sera, da un po' di tempo, prima di dormire, Elisa sente. Sente con forza. E questo rovina un po' il quadro di equilibrio.





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8 luglio 2008

Al ritorno dall'Aragona...

...una bandierina in più e una poesia che amo moltissimo...e che questa sera sento molto mia...

Inno alla vita
di Pablo Neruda

Muere lentamente quien se transforma en esclavo del hábito, repitiendo todos los días los mismos trayectos, quien no cambia de marca, no arriesga vestir un color nuevo y no le habla a quien no conoce. Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muere lentamente quien evita una pasión, quien prefiere el negro sobre blanco y los puntos sobre las "íes" a un remolino de emociones, justamente las que rescatan el brillo de los ojos, sonrisas de los bostezos, corazones a los tropiezos y sentimientos. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Muere lentamente quien no voltea la mesa cuando está infeliz en el trabajo, quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño, quien no se permite por lo menos una vez en la vida, huir de los consejos sensatos. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e' infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Muere lentamente quien no viaja, quien no lee, quien no oye música, quien no encuentra gracia en sí mismo. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muere lentamente quien destruye su amor propio, quien no se deja ayudar. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare.
Muere lentamente, quien pasa los días quejándose de su mala suerte o de la lluvia incesante. Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Muere lentamente, quien abandona un proyecto antes de iniciarlo, no preguntando de un asunto que desconoce o no respondiendo cuando le indagan sobre algo que sabe. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitemos la muerte en suaves cuotas, recordando siempre que estar vivo exige un esfuerzo mucho mayor que el simple hecho de respirar. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Solamente la ardiente paciencia hará que conquistemos una espléndida felicidad. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicita'.




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14 giugno 2008

"Sei sicura?" di J-Ax

Oggi ho sentito questa canzone, mi è piaciuta e volevo condividerla con voi. Magari neanche voi avete troppa voglia di dormire in queste notti. Allora ascoltatevi questa...

http://it.youtube.com/watch?v=qyyKNpEoqUM




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11 giugno 2008

Canzone

"Come neve
fredda scenderei
a coprir tutto quello che sei..."


http://it.youtube.com/watch?v=khk9Cvcrl8M

Questo video mi piace veramente moltissimo...Specie alla fine, quando lui si avvicina a lei immobile e la accarezza anche se non può toccarla e in nessun mondo raggiungerla e canta forte e sembra di sentire cosa prova.






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9 giugno 2008

Canzone

 

"E Cesare perduto nella pioggia
sta aspettando da sei ore il suo amore ballerina...
E rimane lì a bagnarsi ancora un po'
e il tram di mezzanotte se ne va..."

"Alice", De Gregori




Sto ascoltando questa canzone, "Alice". Questo pezzo di Cesare mi fa sempre venire i brividi. Non so dire perchè. Penso a quest'uomo sotto la pioggia e a quello che pensa, a quello che sente. Quest'uomo che aspetta, tutto bagnato, e sente delle emozioni così forti, così tenaci. Viene voglia di parlarci, di chiedergli di questo sentimento che sente.
 O forse di essere quel tanto atteso suo amore ballerina, da valere quelle ore e quella pioggia e quei tram che passano. E di arrivare altrettanto zuppa e di stampargli un bacio pieno di amoretenerezzagratitudinedesiderio e dirgli "Ci sono! Sono arrivata! Ci ho messo un po' ma sono qua! Grazie..."
No? :-)

"Il mendicante arabo ha qualcosa nel cappello
ma è convinto che sia un portafortuna
non ti chiede mai pane o carità
ma un posto per dormire non ce l'ha..."





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4 giugno 2008

Fabrizio e quello che sento



"E ora aspetterò domani
per avere nostalgia
signora Libertà
signorina Natura...
Così preziosa come il vino
così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi
e di bellezza..."

"Rosa gialla
rosa di rame
mai ballato così a lungo
sopra il filo della notte
sulle pietre del giorno..."



"Persa per molto
persa per poco
preso sul serio
preso per gioco
non c'è stato molto da dire
o da pensare...
La fortuna sorrideva
come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera"



Fabrizio De André




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3 giugno 2008

...

"Certi pericoli sono miracoli!"

AG, "Un mare di guai"






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1 giugno 2008

Riflessioni profonde di inizio estate

"Ehi, XY, cosa fai in giro? " gli chiede un mio collega del centraggio

"Leggo un libro" dice ad altissima voce XY

Io stavo leggendo un libro ed ero abbastanza persa nei racconti di Bill Bryson sugli Stati Uniti negli anni '50...Non avevo voli da seguire per circa mezzora...Lui invece era di rampa ad un altro volo e veniva al centraggio a prendere il piano di carico fatto da un mio collega.

Alzo la testa, rido. Mi fa l'occhiolino.

Sono divertenti i modi in cui gli uomini dicono "ehi guardami" senza dire "ehi guardami" :-D











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29 maggio 2008

Lacrime e planini

 

"Orio Charlie da 8I 1621..."
"Avanti 8I 1621"
"Dovremmo atterrare tra una ventina di minuti"
"Stand 12, ci vediamo al suolo"
"Al suolo. Grazie, buonasera"



"Sei una donna intelligente, forte e bellissima, non devi dimenticartelo nemmeno un secondo, capito?"

Due lacrime scendono veloci prima che io riesca a fermarle. Chiedo scusa della debolezza.

"Eli, sei in gamba...Due lacrime non cambiano questa convinzione..."

"Ok...comunque si sta bene qui..."

"E' vero, sembra Natale..."

"Sì, poi fa un po' Top Gun...l'hai visto?"

"E chi non l'ha visto qua dentro? Tu non lavori qui perchè hai visto Top Gun??"

Ridiamo.

"Ehi, mora...è quasi mezzanotte, lo vogliamo far partire qualche planino?"

"Certo, scusa, ti lascio lavorare...Non mi andava di andare a casa subito"

"Non hai capito mi sa...."

"Non starai pensando??"

"Dai che ormai lo sai come si fa..."



"Whiskey 6 XXX...Ready for departure!"


 




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28 maggio 2008

Un blog sincero


Di fronte a certe notizie l'ottimismo non basta...

Non è vero che non piango mai...






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26 maggio 2008

...

"Vieni qui e addormentati vicina a me
come un uccellino
come una canzoncina
come un sussurro..."

Tomas a Tereza ne "L'insostenibile leggerezza dell'essere"

Mi sono appena svegliata, devo andare al lavoro...Ma oggi non è la sveglia ad avermi svegliata...Ho fatto un incubo orribile...
Mi sono rimessa per un attimo sotto le coperte, con la mente ancora presa dalle immagini dell'incubo, mentre cercavo un modo di allontanarlo da me...

Ed eccolo lì, un ricordo felice...Un ricordo bellissimo, si presentava a me dolce...e spontaneo...come quella musica di Vangelis...Sol si do...sol si do re do si...sol si la...



Cosa dite vado così al lavoro? Fffff...oggi era anche il mio giorno libero :-)




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21 maggio 2008

Francopiastrellando il bagno

Oggi dopo il lavoro mi sentivo strana, era come se non riuscissi a ricordarmi che l'esame è passato, è andato :-D
Avevo fretta di arrivare a casa ma poi subito dopo mi ricordavo che non dovevo più correre a studiare! Almeno, non per le prossime due settimane :-)

Una volta a casa, ho dedicato tutto il pomeriggio a mutti e Giulia. E' stato bello...Come tutte le piccole cose, le classiche che legano di più, le cose che vivi insieme.

La mutti vuole rifare il bagno grande. Queste cose di solito la agitano perchè papà non la aiuta mai in questi frangenti, lo fanno diventare nervoso...fondamentalmente perchè si sente imbranato in situazioni simili, però capisco anche la mamma...bo.
Va be comunque sono andata con lei in questo negozio pieno di ogni piastrella che voi possiate immaginare :-)



Insomma la commessa comincia a farci vedere il gres porcellanato, le varie tinte, i vari modelli, ci chiede cosa s'ha da fare nel nostro bagno ecc ecc.
Ad un certo punto ho guardato la mutti e le ho voluto un bene immenso. Era lì, piccola, con gli occhi confusi in mezzo a un fottio incredibile di piastrelle :-D
Allora mi sono avvicinata e le ho detto che secondo me, tra tutti, i migliori modelli erano quello, quello e quell'altro.
Lei mi ha guardata tutta felice e ha detto alla commessa "La ringrazio, adesso do un'ultima occhiata con mia figlia e poi le faccio sapere".

Bo, sarà stata la sensazione di vederla spaesata poco prima oppure quel "mia figlia" che sì, sarà ovvio da dire da parte sua, ma mi piace sempre...sarà quello che volete ma mi è spuntato un gran sorriso quando ha detto così. Lei si è accorta e mi fa
"Che c'è?"
"Niente, mutti, una cosa che pensavo".
"Ah ok, allora ti piace il modello con le foglioline?"
"Sì, non è pacchiano come quell'altro con le rose strakitsch, quello 'un se po' guardà, mamma, credimi"
"Da quando parli in romanesco? :-)"

Poi, una volta a casa, è stato il round di Giulia.
La mia sorellina va in Erasmus a Clermont-Ferrand il prossimo anno! E oggi quindi abbiamo fatto
un po' di telefonate in Francia per informarci su varie cose, tra cui l'iscrizione ad uno stage intensivo di lingua che vuole frequentare ad agosto.
E' stato bello parlare un po' in francese...Mi ha emozionato, ho voglia di qualche giorno in Francia, appena soldi e turni al centraggio lo permetteranno...
Mi emoziona parlare in francese...Forse perchè ci sono cose di me che la prima volta che hanno trovato forma in parole, lo hanno fatto, tra le lacrime o tra le risate, in francese...parlando con Janina e con Marina...
O forse perchè è la lingua madre di alcune persone a cui voglio molto bene, la lingua in cui davo loro la buonanotte e il buongiorno o in cui scherzavamo.
Bo...bella sensazione comunque.



            Buongiorno anche oggi, popolo di internet! A Bg oggi fa freddo :-D




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20 maggio 2008

Giulia vuole impedirmi di onorare i miei rituali post esame!?!

Vile marrana!!!!!!!!











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20 maggio 2008

Mattina e pomeriggio

"C'era una volta una gatta
che aveva una macchia nera sul muso
e una vecchia
soffitta vicino al mare
con una finestra
a un passo dal cielo blu"


Esame andato bene! Ventinove!

La sensazione di amare quello che faccio, le risate e il ripasso con i colleghi e le colleghe del corso (a polacco eravamo in quindici in aula :-) )...

E ora...il mio rituale post esame!!!!!! Bagno caldo (in genere faccio la doccia, faccio il bagno solo dopo gli esami) e film poliziesco!! Mi piacciono tanto i polizieschi, mi sa che non ve lo avevo mai detto. Va be un giorno vi parlerò anche di questo.

Intanto in alto i calici alle alternanze consonantiche della lingua polacca, agli usi del caso strumentale, ai verbi che reggono il genitivo, ai pomeriggi in città alta con i colleghi e le colleghe e  alla gioia.






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14 maggio 2008

Cacciatori di serpenti con buffi cappelli

"...che riesci a render la fatica
un immenso piacere..."

Jovanotti, "A te"





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8 maggio 2008

Lessico familiare

"Elisa, amore, vieni ad aprire i regali con Dario"

"Elisa...porta la gioia!"

"Dario! Dario! E' arrivata Santa Lucia! Dario, svegliati, Dario!"

"Elisa, ti voglio bene. Tuo fratello"

"Ciao, te..."



"Alla mamma puoi dire tutto...la mamma può capire qualsiasi cosa, amore..." 

Mi chiamo Elisa. Elisa Maria Valeria per essere precisi. E' bello pensare ai miei nomi.
Ai miei piaceva l'idea di dare ai loro figli dei nomi augurali. Elisa è un augurio di forza, di coraggio.
Maria è l'augurio di essere amata (mia madre si chiama Maria e per mio padre questo nome rappresentava la donna che aveva più amato nella sua vita) e Valeria è l'augurio latineggiante di essere felice.
Coraggiosa, amata, felice. Questo volevano per me i miei genitori.
Per mia sorella hanno scelto Giulia Alida Maria. Rispettivamente auguri di forza, di libertà e di amore.
E' strano come questi nomi e questi auguri abbiano un po' rispecchiato quello che poi, davvero, negli anni, io e mia sorella siamo diventate.
Mio fratello si chiama Dario, Dario Mais. Dario per via dell'amore di mio padre per la storia (Dario il mitico re di Persia).
E sì, Mais.
I miei pensavano che, nascendo da due piante così diverse,
per origine e per caratteri, proprio come il mais, Dario sarebbe stato una pianta rigogliosa e forte, bella.
E mio fratello, in effetti, finchè è vissuto, è stato davvero Mais.
Dei miei fratelli io sono la seconda e questa cosa mi ha sempre fatto piacere. Non so dire perchè.
Mia madre dice che ha avuto tre figli come tre mondi diversi. Ed in effetti ha ragione anche su questo.
Quando penso a Dario o a Giulia, penso a persone così diverse...eppure unite così profondamente dall'essere state cresciute nello stesso modo, talvolta originale, ma stupendamente originale, secondo me...
Per esempio, nella mia famiglia, non è mai esistita quella sorta di protezione dei bambini da tutto quanto rientra nella sfera sessuale. Non ricordo di quando ho saputo come i bambini venissero al mondo perchè mi dev'essere stato spiegato, esaustivamente seppure con semplicità, in età che non ricordo.
Ricordo che io e Dario avevamo un bellissimo libro a fumetti, dal titolo "Come nascono i bambini". Era la storia di un fratello e di una sorella che chiedono ai genitori come è arrivato il fratellino nuovo nella pancia della mamma.
Ricordo che in questa storiella, il papà disegnava su un bloc notes i corpi nudi di una donna e di un uomo e che spiegava ai loro figli tutta la storia. In particolare c'era un capitolo intitolato "Stare insieme". E' un capitolo molto tenero. Una volta letto quel capitolo, e talvolta torno a farlo, mi chiedo come sia possibile che tanti genitori non trovino le parole per spiegare ai loro figli cosa succede. Il capitolo diceva più o meno
che le persone si conoscono, si piacciono e che da quel momento cominciano a sentire il bisogno di fare cose insieme: andare a teatro insieme o vedere amici o fare una torta o stare vicini. E che anche i grandi, come i bambini,  sentono spesso il bisogno di essere accarezzati e baciati per capire che chi amano li ama a sua volta.
La differenza è che i grandi, alle volte, sentono il bisogno di farsi le coccole in maniera particolare.
E poi faceva un disegnino in cui spiegava la dinamica che voi tutti conoscete.
Non credo che i miei genitori abbiano fatto la sola scelta giusta, si cresce bene anche in altri mille modi con altre mille strade di scoperta della sessualità, non ne dubito.
Ma talvolta mi trovo a pensare che sia stata una scelta fantastica la loro, perchè, come in tante altre cose, ha distrutto barriere che crescendo potevano frapporsi ai discorsi tra noi e loro, ci hanno dato la possibilità di poter parlare di tutto anche da bambini...e quindi si sono anche assicurati la possibilità di conoscere qualunque cosa potesse turbarci, proprio perchè l'avremmo raccontata senza problemi...
Quante volte ricordo mia madre, con il suo viso dolce di fronte al mio turbato, dirmi piano: "Ehi, alla mamma puoi dire proprio tutto, la mamma può capire qualsiasi cosa, amore".
La mamma può capire qualsiasi cosa...Me lo dice ancora :-D
Una mia collega è incinta.
E' strano come questa cosa mi abbia catapultato ancora di più in un mondo di responsabilità e di crescita...
Non è mia figlia quella che sta per venire al mondo...Eppure quando parliamo di lei, mi capita di pensare a Vera e Andrea Davide. E' così che mi piace immaginare i miei figli. Vera, l'augurio di essere vera, umana, sincera, di sporcarsi di vita e di amarla così come è, Vera com'è. Andrea Davide, l'augurio grecizzante di essere coraggioso e di essere amato.
Quando penso a loro due, bambini che nemmeno so se avrò, penso a come vorrei che mi vedessero.
E c'è tanto del mio essere stata figlia nel mio pensiero di come sarei da madre. Probabilmente è normale. Non so.
So per certa una cosa: che mai vorrei che non mi confidassero cosa sentono. Cioè, che sentissero di non
poterlo fare. Non vorrei che cercassero aiuto in altri che non io o loro padre per la paura di essere rifiutati.
Perchè io o il mio ipotetico lui credo potremmo aiutarli fino all'esaurimento di ogni nostra forza. Anche contro noi stessi.Altri no, per quanto cari.
A volte penso a Camille, Mathilde, Noé, Iris, Lucie, Yekaterina Andrevna...i bambini che ho amato di più finora. E ricordo una volta che stavo tornando da scuola con Camille per mano. Lei mi aveva chiesto come mai, tenendole la mano, ne accarezzassi sempre il dorso con il pollice della mia.
Questa domanda mi aveva fatto sorridere perchè, con tenerezza infinita, la risposta era sorta immediata dentro di me: "Je pense car maman faisait toujours comme ça avec moi, Dario et Giulia". Penso perchè mia madre faceva sempre così con me, Dario e Giulia.
E' bello pensare che l'amore ricevuto si riversi...ne generi altro, si irradi o renda capaci di irradiarne.


"Je pense car maman faisait toujours comme ça avec moi, Giulia et Dario..."




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30 marzo 2008

News

 "Wake me up before you go-go...!!"

Sono le 14:43 e vi scrivo rapidissimamente per aggiornarvi sui primi gg di lavoro!
Dunque, il primo giorno ero in affiancamento con un tipo che non mi è piaciuto molto, dentro di me ormai l'ho soprannominato "l'uomo che non deve chiedere mai" perchè ogni donna che entrava se lo sbaciucchiava più o meno a lungo. Bah...deve avere qualche talento nascosto oppure, come al solito, a me non piace l'uomo in stile "quanto so' figo, amiche mie, venite tutte qui a basciarmiiiiii" :-D.
Comunque. Con questo qua non mi era sembrato di imparare un granchè. Invece ieri ero con una tipa in gambissima che mi ha fatto sentire un po' imbecille tanto era brava ma è un'ottima sensazione quando devo imparare qualcosa, perchè in genere reagisco "autosfidandomi", cioè lanciandomi la sfida di riuscire a migliorare e quindi ho lavorato un sacco ieri e alla fine ero contenta perchè avevo un taccuino pieno di annotazioni utili che ora devo scappare a studiare e anche la tipa con cui ero penso sia stata abbastanza contenta di me.
Sono un po' agitata, devo dire. Ho sempre paura di sbagliare, ma penso sia normale all'inizio. Soprattutto mi sento un po' un bradipo, lentissima, specie vicino a questa tipa di ieri che era un treno, efficientissima e veloce, organizzata. Anche io voglio essere così!
Avendo fatto sempre il turno della mattina presto (05:30), ieri sera ero libera e sono uscita con Daniele, Mauro, Daniela e Raffo a sentire un concerto di jazz e blues (non chiedetemi cosa siano) vicino a Bg. Stamattina mi sono svegliata all'alba delle 11 con un sacco di voglia di pedalare e sono stata un po' in giro al sole sulla bici. Poi casa e sistemazione capelli, ballando in bagno in tailleur sulle note di "Wake me up before you go-go" dei Wham, usando il pettine come microfono e facendo morire dalle risate i miei che rientravano in quel momento :-D
Ora è meglio che torni a fare la personcina seria, vado a studiare che tra due ore comincia il mio turno in aeroporto. Oggi per un po' di tempo dovrebbero esserci anche Rezi e Federico che, essendo due dei miei preferiti, sono contentissima di vedere! Ieri poi ero proprio contenta perchè ho visto di sfuggita il mio istruttore e anche Satinder, la mia amica indiana, che mi ha confidato che oggi ha la prima ecografia morfologica e mi fa: "Così saprai se avrai un nipotino indiano o una nipotina indiana"! (Dice che io sarò la zia italiana del suo bimbo/a). Che bello!!
Gis revido!
La vostra Eli con la testa in the sky




permalink | inviato da scelteditempo il 30/3/2008 alle 14:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

28 marzo 2008

"Buongiorno, sono il comandante MB"

Andata! Primo giorno di lavoro!

Il primo equipaggio a cui ho risposto mi ha colto del tutto impreparata, pensavo fosse una cecchina che chiedeva di riaprire un volo e invece vengo investita dalla raffica di numeri del comandante M.B

"Buongiorno, sono M.B.-equipaggio-bla-bla-vi comunico-i-dati-fuel-del-volo-10blabla-per-BravoRomeoIndia-siamo-3-con-6-e-facciamo-blamila-di-block blamila-di-burn..."

Ero nel panico! Non avevo capito neanche uno dei tanti milablabla che aveva detto!

Calma, Elisa: anche se vola, è un essere umano come te, e per di più italofono, quindi ti è anche andata di culo. Respira e digli che non hai capito il fico secco di un mila.

"Mi scusi, mi potrebbe gentilmente ripetere il numero di volo?" gli dico tirando fuori tutto il mio savoir faire (finto).

"Certo, signorina" mi fa, ridendo, l'uomo del cielo. Mi sa che, nonostante il mio sfoggio di savoir faire, ha capito che non ho capito un bla :-D

E mi ridà tutti i dati in maniera intelligibile, anche se il filo di panico che ancora mi era rimasto ha fatto sì che non vedessi il bloc notes che mi stava sotto il naso e mi scrivessi tutti i dati sulla mano. Va be. Migliorerò!

E a fine turno tutti i miei colleghi  del corso che mi chiamavano per sapere com'era andata e come sarebbe stata per loro (montavano il turno quando io e Rezeart smontavamo)! Che ridere!

Viva gli uomini e le donne nel cielo e quelli che li aspettano per aiutarli a terra! Viva le belle canzoni quando sei felice! Viva i pasticcini che oggi mi sono mangiata con papà per festeggiare in barba al tailleur (tanto i complimenti li avevo ormai ricevuti!!). Evviva evviva i reoplani così belli!




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27 marzo 2008

Signatures


 



Contratto firmato!!!
E' stato un momento davvero emozionante...Ci hanno consegnato il tesserino di riconoscimento e quello del parcheggio da attaccare al vetro della macchina...!
Poi è venuto M., il grande capo dell'operativo, una persona squisita, a farci un discorso tipo coach che motiva la squadra prima della grande partita :-D

Che bello vedere scritto: "Elisa C. / Unità operazioni voli"!!

E' vero che sono una recluta...ma che bello comunque!

Cose che voglio dimenticare di oggi:
-il litigio assurdo con la mutti (certe cose proprio non sono programmata per capirle)
-la sensazione di solitudine di questo pomeriggio...la voglia di essere protetta e di sentirmi invece scoperta e vulnerabile...

Cose che non voglio dimenticare di oggi:

- gli occhi luminosi ed emozionati dei miei colleghi
- le risate con Federico e Rezi (due di loro), mentre tornavamo alle rispettive auto scherzando sui rispettivi acquisti di tailleurs per il lavoro (prima che ci diano le divise passerà un po')
- il pranzo all'Iper con la mia Lau, l'amica più camionista che ho!! E' arrivata e, mentre le sventolavo trionfante il tesserino sotto gli occhi, mi fa: "Io l'ho sempre detto che sei la mejo! Che figa, la mia Eli!"...Poi abbiamo parlato del suo appartamentino (che sta prendendo in affitto a Seriate, una cittadina dell'hinterland di Bg)...E anche io comincio a fare progetti di questo tipo e quindi a tutte e due ci luccicavano gli occhietti camionisti dall'entusiasmo di diventare grandi :-D
- la telefonata con mia sorella Giulia...questo pomeriggio...mi ha fatta sentire capita...

Per la firma del contratto, avrei voluto festeggiare con i miei dolci preferiti ma: a) sono francesi e quindi in Italia non si trovano (sigh sigh!!) e b) voglio stare bene nei miei tailleurs-pseudodivise e quindi altro che dolci...tacchino magro in bianco e due fette di ananas :-D
Ma almeno guardare non fa ingrassare...per cui ecco a voi...i macarons!! :-D
(Giuro si chiamano così :-D)


E questi sono anche i migliori! Quelli di Parigi, di una casa storica che si chiama "Maison La Durée"...il cibo degli dei...









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26 marzo 2008

Cambiare, tornare

"Lascia i brutti pensieri
di oggi e di ieri
che adesso ho fame!"

"Sandra", Trecentossessantagradi
 
Ieri è stata una giornata meravigliosa...
Appena ho le foto, ve le faccio vedere!
Arrampicare è una cosa davvero bella, un mix di angoscia, voglia di superarla (paura e testardaggine) e poi gioia di essere arrivati dove si voleva. E poi anche fisicamente da proprio una bella sensazione.
C'era un sole spettacolare, il mio lago era meraviglioso, in tutto il suo splendore, e i miei amici mi trattavano come una principessa! 
Si chiamano Daniele, Camillo e Stefano. Daniele era mio compagno di classe al liceo, Camillo è un amico che ho conosciuto per suo tramite e Stefano una nuova conoscenza, prima di ieri non lo avevo mai incontrato anche se avevo sentito molto parlare di lui e suo fratello :-D
A mezzogiorno-l'una ci siamo sdraiati sulle pietre sotto le falesie, praticamente a picco sul lago e ci siamo goduti il sole come quattro lucertole. Poi io avevo le mani distrutte dalle vie che avevo fatto in mattinata, mentre loro erano ancora arzillissimi e quindi sono stata a guardarli, a chiacchierare con chi di loro assicurava, a scattare fotografie e...ridere!! Mi hanno fatta morire dalle risate!

Che bello tornare ad essere serena...sentire la voglia di vivere scorrere a fiumi, di nuovo...




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25 marzo 2008

Amici e montagne

Oggi vado ad arrampicare con dei miei amici!!
Allora...avevo cominciato a Parigi, quando ero in Erasmus, ma poi avevo lasciato perchè non ce la facevo a stare dietro al lavoro con le bambine, agli esami e anche all'arrampicata. Però mi era dispiaciuto perchè mi divertiva un sacco!
Poi la montagna è una dimensione che non ho mai vissuto davvero e mi piacerebbe provare. Cioè, è sempre rimasta il luogo in cui mi forzavano ad andare in gita quando ero piccola e l'ho detestata per questo ma alla fine non è vero che non mi piace.
Vorrei un po' riscoprirla, e, avendo un sacco di amici a cui piace, mi sono detta: perchè non cogliere l'occasione per vedere loro e scoprire un nuovo ambiente?
Poi ad alcuni di questi miei amici piace l'arrampicata, sicchè oggi riprovo a cimentarmi! Speriamo di non fare troppe figuracce!
Vi saprò dire!




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23 marzo 2008

Simply surprising de noatri

Io e Giulia abbiamo trovato Goku nell'uovo. E non ho altro da dire su questa faccenda.

:-)



La family all'assalto del cioccolato



Giulia estrae Goku un po' perplessa...




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22 marzo 2008

Les avions sont dans le ciel, le ciel est bleu et le bleu et très beau :-D

 "Salutatemi gli aerei! A presto!"

Pochi minuti dopo mi arriva un MMS che all'inizio scambio per pubblicità. Invece era la foto del piazzale con un aereo sullo sfondo e sotto il messaggio: "Anche questo EI-DHZ, nascosto dietro al finger un po' timidamente, ti saluta".

(L'EI-DHZ è un Boeing 737/serie 800 della Ryanair e il finger è un componente delle aerostazioni (sì lasciatemi fare un po' la vanitosa...))

Tutta aerea e felice,

la vostra

Eli




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20 marzo 2008

Una terrena felicità aerea!


"- La signorina C. è...è...è...dunque vediamo non mi ricordo bene...ah...BENVENUTA IN OPERATIVO! Complimenti!"

Non ci sono commenti...sono solo felice, un po' preoccupata ora per il lavoro vero, sul campo, ma felice. E pronta per la festa con quelli che ormai posso chiamare colleghi!!!!!!!!




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18 marzo 2008

Cervelli in pappa e bianconigli :-D

In questi giorni ho il cervello in pappa...Giovedì ho l'esame dell'aviazione civile e mi sembra di non ricordare niente, di non distinguere un Boeing da un Canadair :)
Starete pensando che è un classico di tutti gli studentelli alla vigilia di un esame, ma il punto è: non è mai stato il mio caso. Io prima di un esame sono eletrizzata, carica, mi sento sicura di me, gagliarda, a volte riesco a diventare persino sbruffona e presuntuosa :-)
Invece stavolta bo, sarà che ci tengo di più...

Comunque oggi anche la mamma si è un po' preoccupata per me:

"Mutti, ti ricordi il Bianconiglio?"
"Il Bianconiglio?"
"Il Bianconiglio".
"Sì, me lo ricordo...ti senti bene, amore?"
"Sì, stavo solo pensando al Bianconiglio"
"Ecco appunto".







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